Comunicato Stampa M5S Varese n°4/2014

La necessità di riqualificare piazza Repubblica è oggi impellente e necessaria. La posizione del Movimento Cinque Stelle Varese sulla questione Caserma Garibaldi e il deciso no ad un uso improprio del denaro pubblico in un momento storico in cui, purtroppo, le criticità sono ben altre.

Varese, 12 febbraio 2014 – In questi giorni è tornato alla ribalta il tema della Caserma Garibaldi. La storia dell’acquisto dell’immobile per 2,5 milioni di euro e del totale stato di abbandono e di inutilizzo che l’amministrazione comunale ne ha fatto è ben nota. Anno dopo anno abbiamo visto lo stabile sgretolarsi letteralmente sotto gli occhi dei cittadini e oggi siamo all’epilogo: la struttura è così pericolante e pericolosa che è necessario addirittura chiudere la strada che la costeggia e modificare la viabilità del centro della città.

Ormai è evidente che l’unica soluzione sia l’abbattimento, seppur parziale.

Si parla di un finanziamento di 15 milioni di euro da parte di Regione Lombardia per poter realizzare il progetto originario per cui la caserma era stata acquistata dal Comune di Varese: il famoso Teatro. Ma la domanda che ci facciamo è: perché adesso? E, soprattutto, con quali altri soldi? Perché sicuramente i 15 milioni di finanziamento pubblico (e sottolineiamo: pubblico. Quindi stiamo parlando sempre di soldi presi dalle tasche dei Cittadini) non potranno essere sufficienti per la realizzazione dell’opera in questione. E siamo alle solite: oggi come sette anni si fa si parla dell’intervento economico di un privato che si faccia carico della realizzazione del progetto. Ma al momento non ci risulta che ci sia alcun magnate con la mano alzata, interessato ad investirvi concretamente dei soldi.

Il Movimento Cinque Stelle Varese è contrario alla realizzazione, in questo momento, di un nuovo teatro all’interno della Caserma: sarebbe un utilizzo tutt’altro che ottimale di denaro pubblico, sconsiderato e meramente propagandistico. Quei 15 milioni di euro che Regione Lombardia, teoricamente, metterebbe a disposizione di Varese, possono essere utilizzati molto meglio, creando dei veri servizi per la cittadinanza. Ad esempio, si potrebbero riunire all’interno della ex caserma i distaccamenti ASL di via Monte Rosa e via Otorino Rossi, quest’ultimo attiguo all’Università, che potrebbe così utilizzare lo spazio lasciato libero per allargare il proprio campus. Peraltro, si andrebbe così a soddisfare una richiesta espressa dall’Università stessa.

E poi, non dimentichiamoci l’ubicazione della caserma Garibaldi: Piazza Repubblica. Quella che dovrebbe essere il cuore della Città ma che è, in realtà, un “non luogo” mal costruito, mal frequentato e che necessita assolutamente di un intervento di riqualificazione. A tal proposito il Movimento Cinque Stelle Varese aveva già presentato una mozione che chiedeva un re-design della piazza stessa per poterne ampliare gli spazi e prevederne anche una destinazione mercatale. La mozione in questione è stata però rigettata.

Di fronte allo sfacelo della caserma Garibaldi ci auguriamo che finalmente l’amministrazione comunale voglia rivedere il progetto dell’intera piazza, rendendola un luogo vivibile e fruibile per la cittadinanza. Perché non magari anche con un nuovo mercato coperto in stile liberty, caratteristico della città e armonico rispetto alle architetture già presenti in zona?

Qualcuno si chiederà “E quindi cosa ne sarà del progetto di avere un bel teatro per la città di Varese?” E’ storia nota che la struttura provvisoria dell’Apollonio sarebbe dovuta rimanere “in piedi” per soli quattro anni per poi essere dismessa. Ma troviamo assurdo che altri soldi vengano investiti per la realizzazione di un’opera che già esiste e, seppur nella sua assoluta bruttezza, siamo fermamente convinti che il livello di un teatro si misuri dall’ottimale mix e coniugazione tra qualità acustiche, architettoniche e rappresentazioni che si propone di mandare in scena, piuttosto che sulla sua capienza, peraltro assolutamente in linea rispetto al suo bacino d’utenza.

Forse sarebbe più opportuno non investire denaro (e parecchio denaro) in opere provvisorie, ma convergere i finanziamenti in opere che siano ben fatte sin dall’inizio. Ne trarrebbero giovamento tutti: l’amministrazione, che sul lungo periodo spenderebbe meno, e i cittadini, che potrebbero godere di strutture ben fatte e definitive.

Infine, ricordiamo che molte delle scuole pubbliche cittadine, i luoghi in cui la Cultura nasce e muove i suoi primi passi, versano in condizioni disperate. Se i fondi di Regione Lombardia per la Cultura Varesina esistessero veramente, forse Città e Provincia dovrebbero provare a richiederne l’utilizzo per manutenere e migliorare le strutture scolastiche, in primis.

Se crollano le scuole oggi, sarà inutile avere un nuovo teatro domani.